Nel marzo 2023 il Consiglio dei ministri ha approvato la Strategia spagnola per la sicurezza e la salute sul lavoro 2023-2027 e, tra gli obiettivi fissati, nell’OBIETTIVO n. 2 si stabiliva:
“Gestire i cambiamenti derivanti dalle nuove forme di organizzazione del lavoro, dall’evoluzione demografica e dal cambiamento climatico da un’ottica preventiva”.
A seguito di tale obiettivo sono state definite diverse linee di azione e, tra queste, oggi ci concentreremo su:
Strategia n. 1: “Analisi del quadro normativo per adattarlo alle nuove forme di lavoro e ai cambiamenti demografico e climatico”.
ADEGUAMENTO ALLE NUOVE MISURE DI SICUREZZA SUL LAVORO
In questa strategia si è convenuto di rivedere i Regi Decreti 486/1997, del 14 aprile, sui luoghi di lavoro, e 488/1997, del 14 aprile, relativo alle attrezzature munite di videoterminali, in occasione dell’aggiornamento delle direttive corrispondenti, incorporando le modifiche necessarie per adattarli ai nuovi ambienti di lavoro e allo sviluppo tecnologico.
Il frutto della Strategia n. 1 è stato l’elaborazione e l’approvazione del R.D. 4/2023, dell’11 maggio, relativo agli effetti del cambiamento climatico e alla prevenzione dei rischi professionali in caso di temperature elevate.
Il datore di lavoro aveva già l’obbligo di garantire la sicurezza e la salute dei propri lavoratori rispetto alle intemperie, obbligo definito nel:
“Punto 5 dell’ALLEGATO III Condizioni ambientali dei luoghi di lavoro del Regio Decreto 486/1997”.

Tuttavia, le azioni da intraprendere non erano chiare: questa mancanza di concretezza è ciò che il RD 4/2023 intende risolvere attraverso la Disposizione finale prima. Condizioni ambientali nel lavoro all’aperto, che recita:
- Quando si svolgono lavori all’aperto e in luoghi di lavoro che, per l’attività svolta, non possono essere chiusi, devono essere adottate misure adeguate per la protezione dei lavoratori da qualsiasi rischio legato a fenomeni meteorologici avversi, comprese le temperature estreme.
- Le misure di cui al comma precedente deriveranno dalla valutazione dei rischi professionali, che terrà conto, oltre ai fenomeni citati, delle caratteristiche del compito svolto e delle caratteristiche personali o dello stato biologico noto del lavoratore. In applicazione di quanto previsto in questa disposizione enell’articolo 23 del Regio Decreto 1561/1995, del 21 settembre, sugli orari speciali di lavoro, le misure preventive comprenderanno il divieto di svolgere determinate mansioni durante le ore del giorno in cui si verifichino fenomeni meteorologici avversi, nei casi in cui non sia possibile garantire altrimenti la dovuta protezione del lavoratore.
- Nel caso in cui l’Agenzia Statale di Meteorologia o, se del caso, l’organo regionale competente nelle comunità autonome che dispongono di tale servizio, emetta un’allerta per fenomeni meteorologici avversi di livello arancione o rosso, e le misure preventive precedenti non garantiscano la protezione dei lavoratori, sarà obbligatorio adeguare le condizioni di lavoro, compresa la riduzione o la modifica delle ore di svolgimento dell’orario previsto.
- Questa disposizione addizionale sarà applicabile a tutti i luoghi di lavoro, compresi quelli dell’articolo 1.2».

MISURE DI SICUREZZA SUL LAVORO CONTRO IL CALDO
Con la modifica introdotta da questo nuovo Regio Decreto, le misure da adottare risultano meglio definite e viene dato maggiore rilievo ai Servizi di Prevenzione, che devono definire misure preventive specifiche nella valutazione dei rischi legati al calore.
Queste misure si baseranno su due pilastri fondamentali: da un lato, il divieto di svolgere determinate mansioni durante le ore del giorno in cui si verifichino fenomeni meteorologici dannosi per la sicurezza e la salute del lavoratore.
Dall’altro, l’adeguamento OBBLIGATORIO delle condizioni di lavoro, inclusa la possibilità di ridurre o modificare le ore dell’orario di lavoro programmato, non appena l’Amministrazione emetta allerte per fenomeni di livello arancione o rosso.
In sintesi, il modo di agire del datore di lavoro nei confronti dei lavoratori che possono essere esposti ad alte temperature a causa della propria attività è ormai perfettamente definito e non ci sono scuse per non stabilire misure preventive che garantiscano la sicurezza e la salute dei lavoratori.


