Quanti utilizzatori possono usare contemporaneamente un sistema in quota o una linea vita?

Uno dei dubbi più frequenti nei lavori in quota è quanti lavoratori possano collegarsi contemporaneamente a una linea vita. La capacità delle linee vita è stabilita dal fabbricante per ogni specifico sistema, in base alle prove superate e alle condizioni di installazione. In questo articolo ti spieghiamo da cosa dipende nei sistemi di linea vita e come verificarla prima di iniziare a lavorare.

Cosa determina la capacità massima di un sistema anticaduta

La capacità massima delle linee vita e degli altri sistemi anticaduta è determinata da diversi fattori:

  • La progettazione e le prove del sistema. Il fabbricante indica il numero massimo di utilizzatori simultanei dopo averlo sottoposto a prova in conformità alla normativa applicabile, come la norma UNE EN 795 sui dispositivi di ancoraggio o la UNE-EN 353 per i sistemi anticaduta di tipo guidato.
  • Gli ancoraggi e la struttura di supporto. Un sistema è resistente solo quanto l’elemento a cui è fissato. La copertura o la struttura deve poter assorbire le sollecitazioni che si trasmettono in caso di caduta.
  • La lunghezza delle campate e la distanza tra gli ancoraggi intermedi. Condizionano la freccia della linea e le sollecitazioni sugli ancoraggi di estremità.
  • Il numero di utilizzatori e il loro peso. Al crescere degli utilizzatori simultanei, aumentano i carichi che l’insieme deve sopportare in una caduta.
  • Il dispositivo di protezione individuale (DPI) utilizzato, in particolare l’assorbitore di energia e il connettore.

Per questo due linee vita che sembrano simili possono ammettere un numero diverso di utilizzatori.

Capacità massima di una linea vita orizzontale: quanti lavoratori possono agganciarsi

Le linee vita orizzontali consentono a uno o più lavoratori di spostarsi mantenendo un collegamento continuo a un sistema di ancoraggio.

Il loro uso è frequente in:

  • Coperture industriali.
  • Impianti fotovoltaici.
  • Capannoni logistici.
  • Passerelle tecniche.
  • Zone di manutenzione.
  • Strutture industriali.

Ora, il fatto che una linea vita abbia una lunghezza sufficiente per ospitare fisicamente più lavoratori non implica che sia stata progettata per quell’uso simultaneo.

La norma UNE-EN 795:2012 contempla, nel proprio ambito di applicazione, dispositivi di ancoraggio destinati a un solo utilizzatore. Quando il dispositivo deve essere utilizzato contemporaneamente da più di una persona, si applica la specifica tecnica CEN/TS 16415, specifica per i dispositivi di ancoraggio multiutente.

Di conseguenza, per determinare quanti lavoratori possono utilizzare contemporaneamente una linea vita orizzontale, la risposta deve essere ricavata dalla documentazione tecnica del sistema installato, e non stabilita a discrezione o a intuito in cantiere.

Utilizzatori massimi in base al tipo di linea vita

Gli utilizzatori massimi di una linea vita dipendono soprattutto dalla tecnologia del sistema e da quanto specificato dal fabbricante. Se vuoi approfondire, qui trovi una guida sui tipi di linee vita per lavori in quota. In generale, distinguiamo due tipi:

  • Linee vita flessibili (cavo): il cavo si deforma in caso di caduta, assorbendo parte dell’energia, ma generando anche sollecitazioni elevate alle estremità. Per questo la capacità massima di queste linee vita è limitata e definita dal fabbricante per ciascuna configurazione.
  • Linee vita rigide (binario): non deformandosi allo stesso modo, il loro comportamento è diverso e anche il numero di utilizzatori ammesso è determinato dal fabbricante in base al modello.

La regola pratica è la stessa in entrambi i casi: non si deve mai superare il numero di utilizzatori indicato dal fabbricante, né presumere che una linea ammetta più persone per il semplice fatto di essere lunga.

Come si calcola la capacità di una linea vita

Il calcolo della capacità viene effettuato nella fase di progettazione del sistema e tiene conto, tra gli altri aspetti, degli elementi che compongono una linea vita e del loro comportamento d’insieme.

  1. La geometria del sistema. La lunghezza delle campate e la configurazione della linea condizionano direttamente il suo comportamento durante la caduta.
  2. La deformazione della linea. Nei sistemi flessibili, il cavo si deforma quando riceve il carico. Questa deformazione incide sia sulle sollecitazioni trasmesse sia sulla distanza di caduta risultante.
  3. Gli assorbitori di energia. Alcuni sistemi incorporano dispositivi destinati a ridurre le forze trasmesse agli ancoraggi e alla struttura di supporto.
  4. I supporti di estremità e intermedi. Non ricevono tutti le stesse sollecitazioni e devono essere installati secondo le condizioni stabilite per lo specifico sistema.
  5. La struttura di supporto. Questo punto è particolarmente critico: non basta che la linea vita sia resistente; la struttura su cui è fissata deve essere in grado di ricevere i carichi previsti in fase di progetto.
  6. Il numero di utilizzatori. Quando il sistema è multiutente, questa condizione deve far parte espressamente della sua progettazione e validazione tecnica.

Questo calcolo deve essere eseguito da professionisti qualificati e deve risultare nella documentazione tecnica del sistema. Le soluzioni di linee vita ZOIS sono progettate secondo gli standard riportati nella UNE-EN 795, nella UNE-EN 353-1/2 e nel Regio Decreto 2177/2004.

Capacità in base al tipo di sistema: parapetti, reti e linee verticali

Non tutti i sistemi di protezione funzionano allo stesso modo, per cui il numero di utilizzatori dipenderà dalle specifiche di ciascuno:

  • Parapetti perimetrali: sono una protezione collettiva. Non si basano sull’aggancio del lavoratore, ma sull’impedire la caduta, per cui non funzionano con un limite di utilizzatori collegati. La loro capacità si esprime in termini di resistenza ai carichi definiti nella relativa normativa. I nostri parapetti ANANKE sono certificati secondo la UNE-EN 14122-3. Esiste inoltre una precauzione tecnica fondamentale: un parapetto non deve essere impiegato come punto di ancoraggio di un sistema anticaduta, a meno che non sia stato espressamente progettato e validato anche per tale funzione.
  • Reti di sicurezza: proteggono superfici fragili come lucernari o pannelli traslucidi. Anch’esse non dipendono da un numero di utilizzatori “agganciati”, bensì dalla resistenza della superficie protetta. Le reti PIGNUS sono progettate e collaudate in conformità alla UNE-EN 14963 e alla UNE-EN 1873.
  • Linee verticali (UNE-EN 353-1/2): Le linee verticali hanno un funzionamento diverso da quello delle orizzontali. Possono incorporare una linea di ancoraggio rigida o flessibile, insieme a un dispositivo anticaduta di tipo guidato compatibile. I riferimenti tecnici abituali sono la norma UNE-EN 353-1, per i dispositivi su linea di ancoraggio rigida, e la UNE-EN 353-2, per i dispositivi su linea flessibile. Anche in questo caso non si deve presumere automaticamente che più lavoratori possano utilizzare contemporaneamente la stessa linea. La capacità e le condizioni di utilizzo devono essere verificate nelle istruzioni specifiche del sistema installato.
    Negli impianti in cui l’accesso verticale possa essere utilizzato da più tecnici, risulta particolarmente importante stabilire:
    • Numero massimo autorizzato di utilizzatori.
    • Distanza minima necessaria tra di essi.
    • Dispositivo di scorrimento compatibile.
    • Condizioni di accesso ed evacuazione.

In ogni caso, sono la scheda tecnica e le istruzioni del fabbricante la documentazione che deve stabilire i limiti di utilizzo.

Come consultare la capacità del tuo sistema nella scheda tecnica

In un impianto correttamente documentato, l’utilizzatore non dovrebbe dover stimare quante persone possano usare il sistema: tale informazione deve essere disponibile e verificata prima del collegamento.

Tra i dati da individuare figurano:

  • Fabbricante e modello.
  • Il numero massimo di utilizzatori.
  • Norma o specifica tecnica applicabile.
  • Tipo di dispositivo compatibile.
  • Data di installazione.
  • Identificazione dell’installatore.
  • Ultima ispezione effettuata.
  • Limitazioni di utilizzo.
  • Configurazione autorizzata.

La documentazione dell’impianto deve essere conservata e mantenuta a disposizione di chi gestisce e utilizza il sistema. Questa esigenza assume particolare rilevanza negli edifici industriali in cui le linee vita possono rimanere installate per lunghi periodi.

Una linea che appare in buono stato può essere stata oggetto di:

  • Modifiche successive della copertura.
  • Interventi sull’impianto originale.
  • Cambiamenti nei punti di fissaggio.
  • Urti o deformazioni non documentati.
  • Una caduta precedente non registrata.
  • Assenza di revisioni periodiche.

Per questo motivo, di fronte a un sistema la cui identificazione o documentazione non risulti chiara, non è opportuno presumerne la capacità di utilizzo. La cosa corretta è identificarlo, verificarne la documentazione e controllarne lo stato prima dell’utilizzo.

Dal punto di vista della prevenzione, un impianto correttamente eseguito non si conclude con il montaggio fisico del sistema. Deve consentire che, anni dopo, qualsiasi tecnico responsabile possa identificare quale sistema ha di fronte, quando è stato revisionato l’ultima volta e a quali condizioni può essere utilizzato con garanzie.

YPSOS SAFETY fabbrica i propri sistemi e fornisce la documentazione tecnica e la consulenza necessarie. Se hai dubbi sulla capacità del tuo sistema, contatta il nostro team tecnico.


Domande frequenti sul numero di utilizzatori che possono usare una linea vita

Quante persone sopporta una linea vita orizzontale?

Non esiste un numero unico applicabile a tutte le linee vita. Alcuni sistemi sono destinati a un solo utilizzatore, mentre altri sono stati progettati per più utilizzatori simultanei in conformità alla CEN/TS 16415. Il numero massimo deve essere sempre verificato nella documentazione e nelle istruzioni del fabbricante del sistema installato.

Quanto sopporta una linea vita?

Dipende dal modello e dalla configurazione installata. La resistenza del solo cavo non determina la capacità dell’insieme. Per conoscere i limiti reali di utilizzo occorre consultare la scheda tecnica, le istruzioni del fabbricante e la documentazione specifica dell’impianto.

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