Scadenza di una linea vita: quando controllare, riparare o sostituire

Alcuni professionisti della sicurezza in quota si chiedono: “Questa linea vita è scaduta?”. E la risposta breve è che la maggior parte dei sistemi non riporta una data di scadenza stampigliata, ma prevede comunque condizioni di ritiro. Anche se non esiste una data di scadenza precisa, ciò non significa che sia valido per sempre: significa che la sua validità dipende dallo stato, dal registro e da ciò che gli è accaduto, non da una data.

In questa guida chiariamo tre concetti che spesso vengono confusi: controllare, riparare e sostituire una linea vita, spiegando quando intervenire in ciascun caso.

Una linea vita ha una data di scadenza?

In tal senso, dipende dal materiale e dal componente di ciascuna parte del sistema.

Gli elementi metallici, come cavi in acciaio, binari in alluminio, pali, ancoraggi o bulloneria, non hanno una data di scadenza dichiarata dal produttore. La loro vita utile è indefinita finché superano l’ispezione e mantengono in buono stato le proprie caratteristiche. Pertanto, se riscontriamo corrosione, deformazioni o se hanno subito una caduta, devono essere ritirati immediatamente.

Al contrario, gli elementi tessili, come imbracature, corde, fettucce o elementi di presa, hanno invece una scadenza dichiarata. Il produttore stabilisce una vita utile massima dalla fabbricazione e un’altra dalla prima messa in servizio, indipendentemente dal fatto che l’attrezzatura sia stata utilizzata o meno, poiché, anche se ben conservate, le fibre dei tessuti subiscono un naturale invecchiamento, per cui devono essere sostituiti al raggiungimento del termine.

I dispositivi meccanici, come anticaduta scorrevoli, retrattili o carrelli, seguono le condizioni del proprio manuale, che di solito prevede controlli più frequenti e, in alcuni casi, una vita utile massima.

In ogni caso, l’informazione valida sarà sempre quella fornita dal produttore sulla targhetta identificativa del sistema e nel manuale. Se la targhetta è illeggibile o il manuale non si trova, questo è di per sé un motivo di non conformità.

Vita utile della linea orizzontale e della linea verticale

Entrambi i tipi di linea vita svolgono la stessa funzione, ma le condizioni di lavoro sono diverse, così come i fattori che determinano la loro vita utile.

Una linea vita orizzontale permanente installata su coperture è esposta per anni alle intemperie. Ciò provoca corrosione degli ancoraggi, perdita di tensione del cavo e allentamento della bulloneria per effetto dei cicli termici. In ambienti costieri o industriali aggressivi, questo processo si accelera e la periodicità dei controlli deve essere ridotta.

Una linea vita verticale è soggetta a usura per l’utilizzo. Ogni salita genera un attrito continuo sul cavo o sul binario. Negli impianti in cui l’uso di questo sistema è occasionale, l’usura è minore, mentre negli accessi continui, come nel caso di aerogeneratori o torri di telecomunicazione, i controlli devono essere più frequenti.

E negli spazi confinati c’è un fattore aggiuntivo: l’atmosfera. Un sistema che opera in serbatoi o collettori può essere esposto ad agenti chimici che attaccano il materiale senza che ciò sia visibile a occhio nudo. In questi casi, il controllo si effettua dopo ogni utilizzo, non ogni dodici mesi, o secondo quanto stabilito dal produttore.

Dobbiamo inoltre tenere conto del supporto su cui è installata la linea vita. Su una copertura in fibrocemento occorre sorvegliare lo stato della sigillatura del passaggio e degli elementi di fissaggio, mentre su una copertura deck è importante verificare la tenuta all’acqua degli ancoraggi per evitare infiltrazioni che possano deteriorare la copertura stessa.

Segnali per capire quando riparare una linea vita

Riparare una linea vita significa sostituire un componente deteriorato per rimettere il sistema in servizio. È possibile quando l’elemento interessato è individuato, il resto dell’insieme è in buono stato e il pezzo di ricambio è quello originale del produttore.

Dobbiamo intervenire quando ci troviamo di fronte a una di queste situazioni:

  • Perdita di tensione nel cavo della linea vita.
  • Presenza di fili rotti, asole o deformazioni nel cavo.
  • Corrosione superficiale su ancoraggi o bulloneria, ancora senza perdita di sezione.
  • Bulloneria allentata nei punti di fissaggio.
  • Targhetta identificativa illeggibile o deteriorata.
  • Funzionamento scorretto del dispositivo scorrevole e del meccanismo di bloccaggio.

È importante ricordare che i componenti devono essere sempre sostituiti con ricambi originali del produttore. La certificazione riguarda l’intero sistema e non ogni singolo elemento, per cui l’inserimento di parti di altre marche può invalidare la conformità dell’impianto.

Quando sostituire la linea vita e i suoi componenti

Ci sono situazioni in cui la riparazione non è un’opzione ed è necessario ritirare il sistema o alcuni dei suoi componenti:

  • Ha trattenuto una caduta. Non c’è eccezione né valutazione visiva che tenga. Ogni componente che sia intervenuto in una trattenuta resta fuori servizio finché il produttore non lo valuta e, nella maggior parte dei casi, viene sostituito. L’assorbitore, sempre.
  • Il tessile ha raggiunto la sua scadenza. Va ritirato anche se non presenta alcun danno, poiché l’invecchiamento del materiale non è sempre visibile.
  • Corrosione con perdita di sezione su cavo o ancoraggi, deformazioni o danni che compromettano la resistenza strutturale.
  • Mancanza di tracciabilità. Senza manuale, senza scheda e senza ricambio originale, il sistema non può essere accreditato.
  • L’impianto è cambiato. Se la copertura o il percorso di lavoro sono stati modificati, oppure è stato aggiunto un macchinario, una linea vita inizialmente valida può non essere più adeguata all’uso attuale pur essendo in buono stato.

Verifica periodica e registro di manutenzione

La norma EN 365 stabilisce che le linee vita devono essere sottoposte a un’ispezione periodica almeno ogni dodici mesi, eseguita da una persona competente e con registrazione documentale. Negli impianti soggetti a uso intensivo o situati in ambienti particolarmente aggressivi, l’intervallo di controllo può essere ridotto.

Oltre alle ispezioni periodiche, l’utilizzatore deve effettuare un controllo visivo prima di ogni utilizzo per rilevare qualsiasi difetto che comprometta la sicurezza.

Il registro di manutenzione deve includere:

  • Data di messa in servizio e dati dell’installazione originale.
  • Ogni verifica, con data, esito, tecnico e firma.
  • Componenti sostituiti, con il relativo codice.
  • Qualsiasi incidente, in particolare le trattenute di caduta.
  • Modifiche del tracciato o dell’installazione.

Disporre di questo storico permette di dimostrare che la linea vita mantiene le condizioni richieste per restare in servizio e facilita qualsiasi ispezione tecnica o audit.

Se hai un impianto di cui non conosci l’origine, privo di documentazione o senza targhetta leggibile, si consiglia di effettuare una valutazione tecnica prima di valutarne la sostituzione.


Domande frequenti sulla vita utile delle linee vita

Quando scadono le linee vita?

La scadenza dipende da vari fattori e non tutte seguono la stessa regola. Nei sistemi permanenti dotati di componenti metallici, di solito non è prevista una data di scadenza, a condizione che vengano effettuate le ispezioni periodiche e che siano in buono stato. Tuttavia, i componenti tessili hanno una data di scadenza stabilita dal produttore e devono essere ritirati una volta trascorso tale termine.

Ogni quanto tempo deve essere controllata una linea vita?

Di norma le ispezioni si effettuano una volta all’anno, come stabilito dalla normativa EN 365. Ma dipende dai fattori ambientali e, se l’uso è frequente, in tal caso l’intervallo tra le ispezioni dovrebbe essere ridotto. Inoltre, prima di ogni utilizzo si deve eseguire un controllo per verificare l’assenza di deformazioni.

Si può riparare una linea vita?

Sì, quando il danno è localizzato e il resto del sistema è in buone condizioni e conserva la sua funzione di sicurezza. La riparazione deve essere eseguita con componenti dello stesso produttore, poiché il certificato riguarda l’insieme, non il singolo pezzo.

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