Parti di un parapetto di sicurezza: elementi e componenti

Quando consulti la scheda tecnica di un parapetto, la prima domanda non è quanti pezzi comprende, ma se quei pezzi soddisfano ciò che ti verrà richiesto in sede di ispezione. Un parapetto è, in fondo, un sistema anticaduta in più all’interno della protezione collettiva che si installa nei lavori in quota. Conoscere le parti di un parapetto di sicurezza ti permette di verificare in cantiere che il sistema sia completo, individuare un pezzo danneggiato prima che ceda e capire perché due modelli apparentemente uguali non offrono la stessa protezione. In questo articolo passiamo in rassegna ogni elemento, la sua funzione e come cambia a seconda del punto in cui installerai il parapetto.

A cosa serve ciascun elemento di un parapetto di sicurezza

Ogni pezzo svolge una funzione strutturale precisa, non decorativa. I montanti trasmettono il carico di un possibile urto fino al punto di ancoraggio. Il corrimano e il tubo intermedio riducono lo spazio libero in modo che un corpo non possa attraversare la protezione. La viteria mantiene uniti tutti gli elementi di un parapetto nelle stesse condizioni di carico richieste dalla prova di laboratorio. La mancanza di un solo pezzo, o la sua sostituzione con uno non omologato, cambia il comportamento dell’intero sistema in caso di caduta.

Elementi principali di un parapetto metallico

La maggior parte dei componenti del parapetto si ripete in tutti i modelli, indipendentemente dalla superficie su cui viene installato. Questi sono quelli che troverai in qualsiasi configurazione della gamma ANANKE.

Montanti e distanza tra di essi

I montanti sono i profili verticali che sostengono il resto del sistema. Nei modelli ANANKE si collocano ogni 1.500 mm, tranne nella variante Plate, dove l’interasse tra i montanti sale a 1.600 mm. Questa distanza non è arbitraria: è calcolata affinché il corrimano resista alla spinta senza deformarsi, anche nella variante inclinata.

Corrimano e tubo intermedio

Il corrimano è la parte superiore del parapetto, quella che definisce l’altezza di protezione dell’insieme. Sotto, il tubo o barra intermedia chiude lo spazio che lascerebbe il solo corrimano. Entrambi sono realizzati in profilo di alluminio, in barre da 3 metri, per ridurre il numero di giunzioni e, con esse, i punti deboli del sistema.

Fermapiede: quando è obbligatorio

Il fermapiede non è presente in tutti i modelli. Diventa obbligatorio quando la finitura inferiore del parapetto sulla copertura si trova a 100 mm o meno dal piano della copertura, per evitare che materiale sciolto cada attraverso tale spazio. La norma UNE-EN 14122-3 è quella che fissa questa soglia, perciò conviene verificarla prima di dare per chiuso l’ordine.

Sistema di ancoraggio o fissaggio

L’ancoraggio è il pezzo che cambia di più tra un modello e l’altro, perché dipende direttamente dalla superficie di installazione: contrappesi se non è possibile forare la copertura, piastre di ripartizione su lamiera, una base rinforzata su calcestruzzo o muretto d’attico, e un ancoraggio meccanico o chimico se si fissa il parapetto a parete. In ogni caso, il fissaggio fa parte di ciò che viene validato nella prova del sistema completo, non come pezzo singolo.

Parti in plastica: tappi, snodi e cerniere

I tappi di sicurezza coprono le estremità dei profili per evitare tagli con spigoli vivi. Gli snodi consentono di realizzare svolte e curve quando il perimetro della copertura non è rettilineo. Sono pezzi piccoli, ma fanno parte degli elementi di fissaggio che un installatore controlla in ogni ispezione di manutenzione.

Differenze in base al tipo di parapetto: cantiere, scala o copertura

Non tutti i parapetti rispondono alla stessa esigenza, e come scegliere il parapetto di sicurezza adatto dipende dal contesto di installazione e dalla combinazione di pezzi di cui hai bisogno. Passare in rassegna i tipi di parapetto in base all’uso aiuta a capire perché l’ancoraggio, il fermapiede o persino il materiale cambiano da un progetto all’altro.

In cantiere, dove l’installazione è in genere temporanea o non consente di forare la superficie, il modello più comune è il parapetto zavorrato: le parti di un parapetto da cantiere includono, quasi sempre, contrappesi al posto dell’ancoraggio diretto, per poter rimuovere il sistema al termine dei lavori senza lasciare segni sulla copertura.

Quando parliamo di parti di un parapetto di scala, ci riferiamo soprattutto al corrimano e ai montanti che accompagnano un accesso verticale fisso, come le scale fisse verticali della nostra gamma Rebrik. In questo caso il parapetto protegge il tratto di salita e di solito è integrato nel sistema di scala stesso, non come elemento indipendente.

In copertura il criterio è diverso: lamiera, calcestruzzo, muretto d’attico o parete, ciascuna superficie con la propria base di ancoraggio specifica, come abbiamo visto nel paragrafo precedente. È lo scenario in cui gli elementi di fissaggio variano di più da un progetto all’altro.

Materiali e finiture più comuni

L’alluminio è il materiale più comune nella fabbricazione delle parti di un parapetto metallico. La sua leggerezza permette di installare il sistema senza sovraccaricare coperture che hanno un limite di carico ridotto, cosa frequente nelle coperture leggere o fragili. Alcuni componenti, come la viteria o certi pezzi di ancoraggio, sono realizzati in acciaio con trattamento anticorrosione. Per quanto riguarda la finitura del parapetto, di norma si lascia grezzo, anche se offriamo pure l’anodizzazione o la verniciatura a polvere quando il progetto lo richiede. Tutto questo viene prodotto in fabbricazione nazionale, nel nostro stabilimento, il che ci consente di adattare le finiture su ordinazione senza dipendere dai tempi di importazione.

Se hai bisogno di verificare quali pezzi comprende il tuo progetto o di richiedere la documentazione tecnica di uno qualsiasi di questi elementi, il nostro team prepara il preventivo con il dettaglio completo prima di chiudere l’ordine.


Dubbi sulle parti di un parapetto di sicurezza

Come si chiamano le parti di un parapetto?

Le parti di un parapetto di sicurezza sono i montanti, il corrimano, il tubo o barra intermedia, la base di ancoraggio, la viteria e, quando la normativa lo richiede, il fermapiede. A queste si aggiungono parti in plastica di protezione e, nei modelli zavorrati, i contrappesi stessi.

Come si chiama la parte superiore del parapetto?

Si chiama corrimano. Definisce l’altezza di protezione del sistema e, insieme al tubo intermedio, chiude lo spazio attraverso il quale potrebbe passare un corpo.

Come devono essere i parapetti in cantiere?

Devono rispettare l’altezza e la resistenza previste dalla normativa applicabile a ciascuna superficie ed essere composti da montanti, corrimano, barra intermedia e, se la finitura sulla copertura lo richiede, fermapiede. Il sistema deve essere testato e disporre della certificazione di un laboratorio indipendente, con la documentazione disponibile per attestarlo in qualsiasi ispezione di progetto.

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